pexels-gül-işık-3292558

ELEVA IL TUO POTENZIALE COMUNICATIVO CON L’ASSERTIVITÀ

La comunicazione assertiva, come abbiamo già detto diverse volte, è un’abilità chiave per ottenere relazioni interpersonali sane e gratificanti. 

Si tratta di un modo di esprimere le proprie opinioni e sentimenti in modo diretto e rispettoso, senza violare i diritti altrui o creare conflitti.

Il concetto di comunicazione assertiva nasce negli anni ’60, quando i terapeuti stavano cercando un modo per aiutare i pazienti a sviluppare una maggiore consapevolezza e controllo dei propri comportamenti e delle proprie emozioni.

In questo contesto, la comunicazione assertiva è stata vista come un modo per le persone, di difendere i propri diritti ed interessi, senza arrecare danno ad altri.

Per essere praticata in maniera efficace richiede quindi una buona dose di autoconsapevolezza, empatia e rispetto reciproco.

Ci sono diversi modi per esercitare la comunicazione assertiva e diventare più sicuri e abili nell’espressione dei propri pensieri e sentimenti.

Di seguito vediamo insieme alcuni esempi di tecniche e strategie che possono aiutarti ad esercitarla:

  1. Usare l’ “IO” invece del “TU” 

Il messaggio “IO” ti permette di esprimere una opinione o un sentimento in modo diretto, senza passare il messaggio che forse è l’altro a sbagliare qualcosa.

ES. Messaggio base: “Tu non mi rispetti!”

Messaggio IO : “Io mi sento poco rispettato quando…… ”

2. Prenditi il tempo necessario 

Non sentirti in dovere di rispondere immediatamente a una richiesta o a una domanda, piuttosto prenditi il tempo necessario per riflettere e poi rispondi in modo calmo e sicuro.

3. Esprimi il TUO desiderio

Esprimi chiaramente ciò che desideri in una determinata situazione.

ES. Messaggio base: “Non mi piace…”

Messaggio assertivo: Preferirei che…”

4. Non giudicare/criticare

Quando parli cerca di non usare un tono giudicante ed evita di criticare l’altra persona per qualcosa che ha fatto o detto, piuttosto concentrati sui tuoi pensieri e trasmettili con il messaggio “io”

5. Sii chiaro e diretto

Non evitare un problema o cercare di evitarlo perché prolungheresti solo l’agonia; dì con chiarezza come ti senti e sii sincero e diretto

6. Ascolta attivamente

Ascolta con attenzione ciò che ti viene detto e cerca di comprendere il punto di vista altrui, facendo domande per chiarire i dubbi e assicurarti di aver compreso bene ciò che l’altro ha detto.

7. Sii rispettoso

Usa un tono di voce rispettoso e non essere aggressivo; cerca di non usare parole offensive o provocatorie e rispetta sempre i diritti e i sentimenti dell’altro.

La comunicazione assertiva è uno strumento potente per migliorare la propria autostima, relazionarsi in modo più efficace con gli altri e perseguire la propria realizzazione personale e la felicità.

Infatti, quando si comunica in modo assertivo, si riesce ad esprimere i propri pensieri, sentimenti e bisogni in modo chiaro, diretto e rispettoso, senza essere aggressivi o passivi.

In questo modo, si evitano conflitti e fraintendimenti e si creano relazioni sane e appaganti.

Inoltre, l’assertività aiuta a definire e a raggiungere i propri obbiettivi, a prendere decisioni consapevoli e a sentirsi più sicuri di sé stessi. Tale capacità di comunicare è una delle abilità più ricercate nel mondo del lavoro, poiché permette di gestire meglio le relazioni interpersonali e di raggiungere risultati più positivi e soddisfacenti.

pexels-sound-on-3756943

LE 10 REGOLE DELL’ASCOLTO CONSAPEVOLE

Quotidianamente mettiamo in atto schemi di comportamento automatici, soprattutto quando ci mettiamo in rapporto con gli altri. Molti di questi comportamenti abituali provengono dal nostro passato e dalle prime esperienze interpersonali vissute, soprattutto in famiglia.

Se questi schemi acquisiti derivano da rapporti disfunzionali, daranno l’origine a rapporti altrettanto disfunzionali anche nel presente.

Applicare la mindfulness alle relazioni interpersonali vuol dire basarsi sulla capacità di esercitare la presenza mentale nel “qui e ora”, priva di giudizio, riconoscendo i vecchi schemi mentali di comportamento abituale, comprendendo il nostro passato e accettando le esperienze vissute.

Questa consapevolezza ci permette di uscire dalla nostra visione (filtrata), di riconoscere questi schemi e di decidere di non attuarli, spezzando il circolo vizioso, cercando di essere quanto più empatici e pazienti possibile, verso noi stessi e verso gli altri.

Diventare ascoltatori consapevoli significa essere presenti nel momento in cui entriamo in relazione con l’altro, restando concentrati sull’interlocutore, senza farci distrarre dai nostri pensieri (e filtri) o da elementi esterni, mostrando attenzione e comprensione.


Ecco le 10 regole per un ascolto consapevole:

1. Concentrazione. 

Non essere distratti da ciò che accade intorno a noi. 

Fattori come rumori forti o distrazioni possono influenzare la nostra capacità di ascolto. 

2. Evitare di interrompere. 

Lasciare che l’interlocutore finisca di parlare prima di fare un commento o una domanda.

3. Non finire le frasi dell’interlocutore, nella speranza di trasmettergli l’impressione di averlo compreso. Questo non funziona. La lettura del pensiero si rivela spesso sbagliata perché dà l’impressione che abbiate già ascoltato decine di volte quello che vi sta dicendo. È necessario cercare di ascoltare il vostro interlocutore come se non aveste la minima idea di ciò che sta per dire.

4. Mantenere il contatto oculare con l’interlocutore. 

Questo trasmette attenzione e concentrazione sull’altro.

5. Inserite segnali di assenso, come cenni del capo o una postura proiettata verso il nostro interlocutore; questo consente di entrare in maggiore sintonia.

6. Prestare attenzione ai segnali non verbali di chi ci parla: tono di voce, espressione del viso, il linguaggio del corpo, ecc. Questi segnali possono fornire utili indizi su ciò che il nostro interlocutore prova, sui suoi pensieri e sulle sue emozioni.


7. Usare espressioni di condivisione: 

“ciò che condivido è….”; 

“ritengo anch’io importante…” 

“anche a me è capitato di…”, ecc.

8. Usare la parafrasi. 

Ripetete in altre parole ciò che avete compreso, i concetti chiave della comunicazione del vostro interlocutore. Questo può contribuire a eliminare eventuali incomprensioni e ad evitare errori futuri.

9. Approfondire la vostra conoscenza attraverso l’uso di domande aperte. 

Fare domande mirate se abbiamo bisogno di chiarire ciò che l’altra persona ha espresso è molto importante perché può contribuire ad eliminare eventuali incomprensioni.

10. Rispondere anziché reagire. 

Pensare prima di parlare o esprimere pareri impulsivamente.


Se vogliamo migliorare la nostra comunicazione e quindi diventare ascoltatori consapevoli è necessario sperimentare e avere voglia di mettersi in gioco, provando anche solo inizialmente una parte delle 10 regole, quelle che vediamo essere a noi più affini. 

È già un buon punto di partenza…


E tu, ti senti pronto? Fammi sapere sotto nei commenti cosa ne pensi!

Se invece vuoi migliorare il tuo stile comunicativo vieni a curiosare tra i nostri corsi online, oppure contattaci per realizzare corsi dedicati alle tue necessità!

pexels-andrea-piacquadio-3794255

C’E’ CRISI! COME AFFRONTARE TEMPI DIFFICILI…

Se volessimo parafrasare il buon Guzzanti (e il suo amatissimo Quelo) : “C’è grossa crisi. Qua non sappiamo più quando stiamo andando sulla terra, ti chiedi “come mai? Come dove nel mondo? Dove chi? Perché quando?”

Nessuno ha una vita priva di problemi, ma in generale noi umani siamo resilienti e ci adattiamo bene alle nuove situazioni.

La mindfulness ci propone un’altra possibile strategia: in vece di combattere il dolore, accogliamolo, diamo a noi stessi l’opportunità di affrontarlo e andare avanti.

Se lasciata a sé stessa, la mente, tende a sfuggire alle difficoltà e ad inseguire bisogni e desideri, ma alcuni problemi possono essere così grandi da opprimerci e seguirci, come fossero un’ombra. Nel lungo termine, scegliere di affrontare le difficoltà, invece di evitarle, è una gentilezza che facciamo a noi stessi. Annientarsi nella propria infelicità, negandola, significa combattere contro la realtà e tutte le lotte interiori sono stancanti e infruttuose.

Il modo migliore per sfuggire a una trappola è capirne il funzionamento e poi smontarla pezzo per pezzo: non si può rimanere intrappolati in un meccanismo che è stato fatto a pezzi.

Quando stai vivendo un momento difficile, le tue difficoltà operano su due livelli:

  • La realtà che si deve affrontare è che c’è un problema e non si può cambiare;
  • La sofferenza della mente spesso inizia con un giudizio “Questo non avrebbe dovuto accadere”, che a sua volta scatena un’emozione primaria: la rabbia (e poi paura, frustrazione, disperazione…)

L’emozione non può essere controllata, ma il suo invito alla sofferenza può essere contrastato attraverso un atteggiamento consapevole.

Qualche dolore nella vita è inevitabile, ma la sofferenza è una scelta, basata sul rifiuto di quel dolore e sull’accettazione dell’afflizione che ne consegue.

La resistenza porta dolore fisico e mentale, agendo sul rilassamento della tensione, in qualche modo mettiamo in movimento anche la mente, allentando la sofferenza. Invece di prendere le distanze dal dolore, andiamogli incontro con compassione e dolcezza, lasciando andare il pensiero di quanto ti rende infelice.

E’ necessario ricordarci che ciò che minaccia il ns benessere è ciò che ci immaginiamo sia avvenuto o  avverrà, piuttosto che sensazioni basate su fatti reali. Stare nel momento presente ci aiuta ad affrontare l’ansia “da prestazione” che si genera in noi, di fronte a situazioni problematiche e ci permette di vedere le cose per come sono, facendo perdere potere al pensiero, focalizzandoci sulle azioni.

Come scomporre il dolore?

  1. Accoglierlo, piuttosto che resistergli e imparare a gestirlo
  2. Concederci l’auto-compassione (allontanando rabbia e impazienza)
  3. Guardare oltre il dolore, allungando il campo di attenzione a sensazioni positive
  4. Adottare misure pratiche, senza rimuginare, giudicare, lavorando sul problema e non sui sintomi

Ti senti pronto per affrontare un periodo di crisi o un problema?

Raccontaci nei commenti o in direct le tue esperienze in merito!

Ti aspettiamo!

pexels-sam-lion-5709255

COME INIZIARE UNA CONVERSAZIONE

La Capacità di iniziare una conversazione è un’abilità importante per stabilire relazioni, sia che si cerchi di fare amicizia o che si voglia generare un nuovo contatto professionale.

Ci sono svariati modi per iniziare una conversazione, indipendentemente dall’ambiente o dalla personalità di colui con cui si vuole parlare.

Qual è la tecnica migliore per iniziare una conversazione?

  1. Richiedere informazioni

E’ sempre un approccio efficace per iniziare una discussione e per stabilire un rapporto con qualcuno.

Anche se avete già le risposte a quelle domande è una buona tecnica per entrare in contatto con qualcuno di nuovo; permette di sciogliere il ghiaccio ed è utile per dimostrare interesse.

“Saprebbe aiutarmi indicandomi dov’è via…?”

2. Fare i complimenti

Possono illuminare la giornata di qualcuno, aumentandone l’autostima.

“Stai bene con quel taglio di capelli!”

  1. Fare un’esclamazione

Trovare qualcosa da dire di simpatico per una situazione che ci troviamo entrambi a vivere/assistere, attira l’attenzione dell’altro. La conversazione può poi decollare ad esempio su un argomento correlato.

“Hai visto che sorpasso quell’auto?!”

3. Offrire/Cercare assistenza 

Offrire assistenza potrebbe rendervi ben voluti dall’altro, conquistando in qualche modo la sua fiducia, soprattutto se si mostra genuinità nel gesto che si compie. Un altro modo potrebbe essere chiedere, invece, assistenza, il che aiuta l’altro a sentirsi utile e dopo aver fatto un favore a qualcuno, sarà più incline a pensare a te in modo positivo.

“Le piacerebbe sedersi?” o “Potrebbe prestarmi la penna per favore?”

4. Ottenere un’opinione

Chiedere un feedback dimostra interesse verso l’opinione dell’altro. Molte persone potrebbero dimostrare entusiasmo alle vs domande se competenti in materia. Un consiglio: concentratevi su temi attuali e concreti.

“Ti piace il nuovo caffè della macchinetta?”

5. Congratulati con l’altro

“Ho sentito il tuo discorso al congresso l’altra settimana, hai sollevato argomenti e punti davvero interessanti!”

6. Chiedere informazioni sull’interlocutore

Le persone sono tendenzialmente attratte in modo naturale dal parlare di se stesse. Cercate di indirizzare la conversazione verso hobby, abitudini ed esperienza dell’altra persona.

“Ho saputo che sei stato in Sardegna in ferie, com’è stato?”

7. Parlare del tempo

Se tutto il resto fallisce, si può sempre fare un commento legato al meteo o alle temperature.

E’ uno dei metodi più semplici per incoraggiare qualcuno a parlare e può essere un ottimo spunto per approfondire la conversazione.

“Fa molto caldo oggi, vero?” “Questo tempo ci sta mettendo alla prova!!”

Questi però gli argomenti che è consigliato evitare (per non far iniziare un’interazione con il piede sbagliato, evitando discorsi sgradevoli che potrebbero far irritare qualcuno!):

  • Stipendio
  • Politica
  • Religione
  • Età
  • Controversie attuali
  • “voci di corridoio” (se in ambito professionale)

Se in più manterrete un tono di voce piacevole, stabilire un rapporto positivo non sarà più un problema.

Provare per credere!

pexels-canva-studio-3194524

COME È DIFFICILE ESSERE SINCERI!

In che modo l’essere consapevoli si traduce nei rapporti con gli altri?

Significa dire sempre la verità?

E dal momento che mindfulness è anche compassione, come puoi affrontare l’enigma della verità, cioè dire una verità difficile, ma con gentilezza?

Vivere nel qui e ora con gli altri è molto diverso dal vivere nel qui e ora con te stesso.

Quando i pensieri vengono condivisi e formulati a parole, e a quelle parole seguono interpretazioni e reazioni, in gioco c’è un’immensa gamma di scambi reciproci. Potrebbero inserirsi anche messaggi non verbali inviati dal corpo o dal ns atteggiamento.  Essere del tutto presenti in simili circostanze significa rivolgere una piena attenzione a ciò che viene detto e alle implicazioni che ne derivano. 

Questo significa anche saper leggere gesti, sorrisi o altri segnali, che siano intenzionali o meno.

Non è sempre facile comunicare ciò che si ha dentro, soprattutto se si parla di sentimenti. 

Però, migliorando le nostre capacità comunicative (e qui ti invito a dare un’occhiata ai nostri corsi in vendita sul sito, che trattano proprio questi argomenti!), e impegnandoci nel vivere con consapevolezza, riusciremo ad esprimerci chiaramente, apertamente, pur tenendo per noi ciò che preferiamo non dire.

Quindi, dobbiamo dire o non dire?

Siamo soliti trattare con cautela argomentazioni che ci riguardano intimamente, nonostante il mondo che ci circonda sia più orientato verso l’ “oversharing” ovvero la smania di condividere tutto ciò che ci succede e anche le informazioni personali. 

Istintivamente, la maggior parte di noi, evita di cadere nella trappola dell’eccesso della condivisione con estranei o persone che non fanno parte della ns cerchia ristretta, però a volte, potremmo sentire di dover omettere informazioni anche a chi conosciamo bene o che ci è vicino.

La maggior parte delle volte, celare una verità, è un modo per proteggere sé stessi o gli altri da qualcosa che potrebbe generare dolore o disagio.

Il fatto di nascondere una verità difficile si porta dietro un duplice problema:

  1. Porta energia negativa nella relazione con te stesso e con la persona interessata
  2. Dire la verità potrebbe avere conseguenze imprevedibili (senza avere idea dell’intensità della reazione emotiva che questo potrebbe innescare nell’altro)

In aggiunta, se è una verità che fa davvero male, potrebbe portare addirittura alla rottura della relazione o ad uno scontro più o meno violento.

Aspettare il moneto giusto per parlarne è un gesto compassionevole, purché questa sia la tua vera motivazione e non un (vigliacco) procrastinare. 

Tutti noi tendiamo a soffocare le nostre emozioni, soprattutto quando riceviamo notizie sconvolgenti e se ci troviamo di fronte a persone diverse da partner o famigliari. 

E’ quindi necessario ricordarci che, qualunque sia il nostro giudizio, questo non provocherà alcun disagio.

Con delicatezza è possibile dire tutto!

Come dire la verità?

Considera i seguenti parametri prima di scegliere come parlare:

  • Qual è la tua relazione con quella persona
  • La necessità morale e profonda di riferire quella verità
  • L’importanza, per il benessere dell’altro, di conoscere quella verità
  • L’urgenza di farle sapere quella verità
  • L’importanza di scegliere l’occasione giusta per dirla

Dopo aver considerato questi punti, decidi quando e come parlare. Fallo con delicatezza, rispondendo con morbidezza alle reazioni dell’altro, essendo compassionevole e paziente, non giudicante e non reattivo.

Chiedere scusa con consapevolezza è una fonte di forza!

Chiedere scusa non è un segno di debolezza: le scuse sincere possono rafforzare il legame in una relazione.

Come chiedere scusa:

  • Racconta senza omettere niente (altrimenti le scuse non sono veritiere)
  • Non addurre scuse o spiegazioni (rischieresti di inquinare la sincerità con giustificazioni)
  • Mostrati imperfetto (e abbassa le difese, l’altro farà lo stesso)
  • Pensa alle scuse come ad un dono (donando te stesso potrai anche ricevere in cambio il perdono).

Ti senti pronto per dire la verità?

Raccontaci nei commenti o in direct le tue esperienze in merito!

Ti aspettiamo!

pexels-pixabay-236151

SUPERARE L’OSTACOLO DELL’ANSIA SOCIALE

Il disturbo dell’ansia sociale è spesso frainteso e molte persone ne soffrono in silenzio per paura di essere giudicate. Non si tratta solo di essere timidi o poco inclini a parlare di fronte ad un pubblico, esso ha la capacità di domare completamente e ostacolare l’esperienza di vita quotidiana.

L’ansia o la fobia sociale possono avere una vasta gamma di conseguenze e portare addirittura a sensi di colpa autoimposti ed ingiustificati. Chi soffre di questo disturbo cerca di evitare il più possibile gli eventi sociali e anche le cose più semplici possono diventare complicate (come fare la spesa, andare a bere un caffè con un amico o entrare in un negozio per comprare una semplice maglietta).

La buona notizia è che si possono mettere in atto comportamenti che possono aiutare ad affrontare e vincere l’ansia sociale.

Ecco alcuni suggerimenti:

  1. Analizza i tuoi pensieri negativi e ansiosi

Perché sono sorti? Cosa li ha scatenati? Perché la pensi così?

Questa tua prima reazione riflette veramente come ti senti oppure è frutto di un pensiero negativo “automatico”, magari legato a situazioni similari subite in passato?

Analizzare le proprie idee è già di per se un passo positivo, mettersi in discussione è un’apertura e aiuta a non rimuginare continuamente. L’eccessiva proiezione dei nostri pensieri al futuro alimenta l’ansia sociale e non portano beneficio.

2. Sii consapevole

Sfrutta ciò che la mindfulness ci insegna e cioè che grazie alla consapevolezza, raggiungiamo uno stato mentale vigile che consente di osservare lo scorrere dell’esperienza, momento dopo momento, nel qui e ora, senza giudicarci, senza giudicare e togliendo il pilota automatico, ma piuttosto vivendo a pieno la nostra quotidianità.

3. Andare in una caffetteria/bar

Normalmente questo luogo vi renderebbe nervosi, ma se voi ci andate con il vostro tablet per vedere una puntata della vostra serie preferita, oppure con un libro, per leggere, o per scrivere. Questo vi permetterebbe di spingervi oltre i vostri limiti, ma rimanendo in una zona di comfort, facendo ciò che vi piace. Volendo si potrebbe anche andare a studiare in biblioteca… l’obbiettivo è lo stesso!

Nessuno ci giudica, distaccatevi da questo pensiero, diventarne consapevoli vi permetterà di sabotare il meccanismo autodistruttivo che scatta nella vostra mente.

4. Non concentratevi su voi stessi

L’idea che vi spaventa è che, quando entrerete in una stanza, tutti vi fisseranno e vi giudicheranno in qualche modo. Questo pensiero non rispecchia però la realtà! Smettetela di preoccuparvi d ciò che gli alti penseranno vedendovi, anzi, provate voi a concentrarvi su chi avete intorno, non per giudicare a vostra volta, ma per osservare la fluidità con la quale il mondo vi scorre accanto.

L’ansia è sempre autoimposta: entrando in una sala piena di persone nessuno vi guarderà con occhio giudicante.

5. Fate un respiro

L’ansia provoca cambiamenti nel nostro corpo: il cuore che batte all’impazzata, vertigini e tensione muscolare. Prendetevi un minuto per fare un respiro profondo e concentratevi su di esso, in modo da riprendere padronanza del vostro corpo. 

Un esercizio che funziona è questo: sedetevi, fate un respiro profondo, poi di nuovo inspirate profondamente e trattenete l’aria per 3-4 secondi, per poi espellerla lentamente, ma senza lasciarne nemmeno un residuo, come a svuotarvi completamente e poi di nuovo un respiro completo profondo.

Vedrete che riuscirete a riprendere in mano il controllo della situazione.

6. Trovate situazioni sociali in cui impegnarvi

Ecco alcune idee: iscrivetevi in palestra, andate a vedere un film al cinema, andate a teatro, a fare un corso di nuoto, a fare una passeggiata in centro, in un centro commerciale per acquistare qualcosa, fate volontariato… tutto può essere un pretesto per abituarvi ad essere in mezzo alle persone e, perché no, ad “attaccare bottone”, anche con scuse semplicissime e così iniziare ad interagire e colloquiare.

Se c’è interesse per ciò che state facendo, vedrete, che sarà naturale, perché potrete trattare argomenti a voi cari e conosciuti.

7. Sii gentile con te stesso

Nessuno è perfetto (e guai a pensare di esserlo!).

Se fossi esausto o abbattuto e ci saranno momenti in cui penserai negativamente e tornerai ai vecchi schemi mentali deleteri, non pensare necessariamente ad un fallimento. Prenditi un momento per concentrarti sul presente e metti in pratica le tecniche che hai imparato. Sii gentile e paziente verso te stesso, soprattutto quando l’ansia sociale ritorna. L’autocompassione è essenziale nel cammino verso la vittoria dell’ansia sociale.

NB.  Questi sono solo alcuni suggerimenti, deve essere chiaro che, se non ci riesci da solo e ti rendi conto che è necessario l’aiuto di qualcuno, rivolgiti ad uno specialista, qualcuno che possa farti da spalla durante il percorso e che possa seguirti e stimolarti per raggiungere il tuo obbiettivo!

pexels-fauxels-3184416

CONCLUDI L’AFFARE! L’ARTE DI NEGOZIARE…

Negli affari la contrattazione spietata non si usa ormai più, sostituita da forme di negoziazioni maggiormente concentrate sulla relazione, sulle soluzioni creative e sul gettare le basi per una cooperazione futura. 

La mindfulness contribuisce molto a rendere questo approccio più illuminato ed efficace.

La negoziazione può assumere forme diverse: dai professionisti che devono accordarsi per un contratto o per un trattato internazionale, a contrattazioni improvvisate tra amici, per esempio sulla vendita di un’auto.

L’obbiettivo della negoziazione deve comunque sempre essere quello di ottenere il massimo guadagno.

Si può parlare di negoziazione distributiva quando entrambe le parti si spostano verso un compromesso accettabile, facendo minime concessioni. Oppure di negoziazione integrativa quando si cerca di avere una visione più a lungo termine della relazione, mirando ad un solo risultato win-win (solo vincitori), in cui vengono soddisfatti gli interessi di entrambi, basando la trattativa su fiducia e rispetto reciproco.

La consapevolezza del qui&ora supporta lo stile della negoziazione integrativa.

La strategia di negoziazione più efficace è quella di essere pienamente consapevoli di sé al momento presente, concentrati su quanto l’altro ci sta dicendo, stando attenti a tutto ciò che accade. 

E’ probabile che le emozioni affiorino di tanto in tanto, quindi se nell’altro osserviamo determinati segnali (quali risata nervosa, sguardo sfuggente, distrazione…) si potrebbe anche dubitare di ciò che ci sta dicendo… Ma attenzione anche alle nostre emozioni, ai segnali inconsci che trasmettiamo.

E’ importante lasciar fluire le nostre emozioni, senza farci travolgere da esse.

Durante una negoziazione, osservare i pensieri, le emozioni o le sensazioni fisiche e scegliere di non dargli voce e non identificarti con loro, ti consente di muoverti con maggiore abilità e responsabilità.

Come avviene una negoziazione integrativa efficace, grazie alla mindfulness?

L’obbiettivo è quello di “ingrandire la torta”, non solo di dividerla, fornendo a tutti maggiori benefici.

Queste le caratteristiche essenziali della negoziazione integrativa e i benefici apportati dalla mindfulness:

  1. Cerca risultati innovativi ed equi: liberiamoci dai vecchi schemi di comportamento, aprendoci a nuovi modi di pensare;
  2. Tratta la situazione come un problema condiviso: attraverso la comprensione si incoraggia l’empatia tra le parti;
  3. Soddisfa le reali esigenze di entrambi: allargando la consapevolezza possiamo identificare con esattezza le esigenze di entrambi;
  4. Ci si basa sulla fiducia: incoraggiando un’attenzione disinteressata, creiamo un’atmosfera di fiducia;
  5. Usa la creatività: nutrendo l’intuizione si incoraggiano soluzioni creative.

Qual è il tuo stile di negoziazione?

Prova a capire in quale categoria ti trovi:

Mediatori consapevoli (focus ampio):

  1. GLI ACCOMODANTI: apprezzano la reciproca risoluzione dei problemi; intuitivamente più sensibili ai segnali trasmessi dalla persona che hanno di fronte;
  2. I COLLABORATIVI: gli piace affrontare problemi difficili e trovare soluzioni creative; consapevoli e molto comunicativi, tendono ad avere una conoscenza dettagliata dei fattori rilevanti.

Mediatori inconsapevoli (focus ristretto):

  1. GLI EVASIVI: non amano i conflitti e tendono a favorire la comunicazione indiretta (es. mail piuttosto che telefonata), spesso non nascondono l’ansia e faticano a chiarire i propri obbiettivi;
  2. I COMPETITIVI: godono della vittoria e spesso utilizzano approcci molto strategici per raggiungere i loro obbiettivi; tendono a non considerare le soluzioni win-win;
  3. I COMPROMISSORI: lavorando per concludere velocemente un accordo; spesso fanno concessioni perché manca la visione a medio/lungo termine.

Se pensi di appartenere alla categoria dei mediatori “inconsapevoli” prova ad applicare le regole sopra riportate per la negoziazione integrativa, così da giovare dei benefici apportati dalla mindfulness.

Raccontaci nei commenti o in direct che mediatore sei e qual è il tuo approccio alla negoziazione!

Ti aspettiamo!

pexels-burst-374598

5 FRASI/ COMPORTAMENTI DA EVITARE IN UFFICIO

In tutti gli ambienti lavorativi esistono delle regole da rispettare, implicite o esplicite, comunque da tenere bene a mente per conservare un ambiente sano ed equilibrato ed evitare scontri o ammonimenti.

In alcuni casi vengono redatte vere e proprie liste di comportamento, soprattutto nelle aziende con tanti dipendenti, per facilitare il lavoro di tutti e far sì che vengano rispettate le principali linee guida di condotta.

A queste si aggiungono altre regole e comportamenti che risultano impliciti, ma con una valenza quasi più importante delle norme scritte, le regole del buon senso.

Quando si fa parte di un contesto lavorativo è corretto sentirsi a proprio agio, ma è necessario ricordarsi sempre che è necessario muoversi con rispetto e attenzione nei confronti di colleghi e responsabili.

Vorrei provare ad illustrarvi 5 frasi/comportamenti che è consigliabile evitare in ufficio.

  1. Nell’era del cambiamento in cui ci ritroviamo, in cui si viaggia a velocità elevate, in particolare grazie alla tecnologia, dire “Abbiamo sempre fatto così” vuol dire “adagiarsi” in una condizione che tenderà ben presto a stagnare: questo vuol dire prepararsi a fallire, ancor prima di iniziare.

E’ necessario essere aperti ai cambiamenti, che porteranno, nella maggior parte dei casi, a miglioramenti e sicuramente ad una crescita personale.

2. “NON è colpa mia!!” 

Non si devono scaricare le colpe sugli altri, a meno che non sia totalmente inevitabile. 

Essere responsabili e consapevoli del nostro ruolo, da un’immagine di noi sicura e determinante. Qualcosa è andato storto? Ammettiamolo. 

In caso contrario, forniamo una spiegazione imparziale e oggettiva dell’accaduto, attenendoci ai fatti. Non siamo infallibili, “errare humanum est”  (certo, se perseveriamo nell’errore è perché ci sta sfuggendo qualcosa….), ma se siamo umili e, in caso di necessità, chiediamo aiuto, tutto risulterà meno forzato e complicato. 

Questo atteggiamento, inoltre, creerà il giusto rapporto di fiducia con colleghi e responsabili.

3. “Non è previsto nelle mie mansioni” fa sembrare che tu sia disposto a fare solo il minimo indispensabile per percepire lo stipendio. Se pensi che ti sia stato richiesto un lavoro che non rientra nelle responsabilità della tua posizione, il consiglio è di portarlo a termine, comunque con entusiasmo (se appropriato a livello morale ed etico chiaramente!). 

In un secondo momento puoi rivedere la cosa con il tuo responsabile, magari per aggiornare la descrizione del tuo impiego e delle tue responsabilità. 

Così facendo mostrerai apertura e questo ti permetterà di crescere.

4. “E’ ingiusto!!” 

Credere che la vita debba essere sempre “giusta” mostra immaturità e ingenuità. 

Tutti sappiamo che le difficoltà sono dietro l’angolo, ma questo è anche il bello: ciò che mette un po’ di pepe alla quotidianità. Inoltre, non bisogna interpretare ciò che accade, quanto più investigare sulle cause alla radice della “ingiustizia/torto” che ci vediamo fatto.

5. “Odio questo lavoro!” Questa affermazione ti potrebbe far passare come persona negativa, non solo nella mansione ricoperta, ma anche per il gruppo. 

La tendenza del gruppo potrebbe essere quella di estraniare l’elemento negativo, che destabilizza. Attenzione quindi a non farmi mettere “da parte” solo per aver espresso, in modo non efficace, un tuo sentimento. Piuttosto fai emergere il tuo Sentire, la tua emozione negativa, cercando una soluzione con colleghi e responsabili. Ti mostrerai maturo e volenteroso.

Cosa ne pensi? Ti sei ritrovato in qualcuno di questi comportamenti? Se sì, saresti disposto a cambiare?

pexels-anna-shvets-4586688

IL POTERE DELLA MENTE POSITIVA

Siamo spesso inconsapevoli del potere che le nostre idee e i nostri pensieri possono avere sulla nostra vita.

Tuttavia, la nostra percezione della realtà viene plasmata dalla nostra interpretazione degli eventi, per cui tendiamo a vedere le difficoltà piuttosto che le opportunità. 

Una mentalità negativa e limitata può farci sentire impotenti e senza speranza, mentre un atteggiamento positivo e flessibile può farci sentire capaci di raggiungere qualsiasi obbiettivo.

Un atteggiamento positivo è la chiave per ottenere il massimo e ci aiuta ad immaginare, con ottimismo, il futuro.

Come assumere una mentalità positiva?

Il primo passo è la consapevolezza: essere consapevoli dei propri pensieri e delle proprie emozioni ci permette di avere la giusta percezione della realtà. 

Quindi, se riusciamo a focalizzarci sui pensieri positivi, tanto meglio per noi, perché vedere il lato positivo delle cose aiuta ad avere un atteggiamento, appunto, positivo, che ci permette di evitare distrazioni e di concentrarci sui problemi.

Poi, è necessario accrescere la nostra “sete di conoscenza” e la nostra curiosità. La conoscenza è potere e aiuta a mantenere la mente aperta e flessibile, per vedere le cose da prospettive diverse.

Successivamente, è utile apprezzare il supporto degli altri: avere persone positive e costruttive attorno a noi, che ci ispirano e motivano, influenza positivamente il nostro atteggiamento e la nostra mentalità.

Stessa cosa accade al contrario, se ci circondiamo di persone negative rischiamo influenze negative: facciamo attenzione!

La nostra cerchia di amici, famigliari e colleghi può avere un impatto significativo sulla nostra vita, sulle nostre decisioni e sul nostro futuro. 

Noi siamo la somma delle persone che ci stanno accanto!

Se siamo continuamente influenzati, in modo negativo, saranno influenzate anche le nostre decisioni e azioni; potremmo farci facilmente assalire dal pessimismo e dallo scoraggiamento e non è ciò che vogliamo.

Ci sono poche cose nella vita che possono fare tanto bene quanto ridere.

Una risata può farci sentire più felici e addirittura migliorare la salute fisica. Ma non si tratta solo di ridere in momenti di svago, ma avere un approccio ironico alla vita.

La risata può essere un ottimo antidoto allo stress: quando ridiamo il nostro corpo rilascia endorfine, che ci fanno sentire felici e rilassati, abbassando la tensione muscolare e la pressione sanguigna.

Inoltre, avere senso dell’umorismo può aiutare a vedere il lato divertente delle cose e permette di trovare il lato positivo, anche nelle situazioni difficili, mantenendo un’ottica proattiva.

Per avere le forze per affrontare, in modo positivo, la quotidianità è necessario dormire bene.

Il riposo è un elemento importante da tenere in considerazione per un benessere mentale e fisico a lungo termine. Ci permette di ripristinare l’energia, promuove la salute mentale, migliora la nostra produttività, aiuta a mantenerci in equilibrio tra i vari impegni del quotidiano e ci rende sereni e positivi.

Vivere una vita piena di significato e felicità è il tuo contributo positivo al mondo. 

Realizzazione personale e soddisfazione non sono l’obbiettivo finale, ma bensì parte del processo continuo di crescita personale, dove si va alla ricerca della felicità nelle piccole cose del quotidiano, essendo ottimisti e positivi riguardo al futuro.

Ogni sfida è un’opportunità per crescere e migliorare, quindi, continua il tuo percorso verso la vita che desideri, con atteggiamento positivo perché il futuro è luminoso e pieno di opportunità!

pexels-fauxels-3184465

LA TEORIA DEI “PRIMI 5 MINUTI” FUNZIONA?

“Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarla a tua nonna.”

Albert Einstein

Comunicare deriva dal termine latino “communis”, “communicare”, ossia mettere in comune tra due o più persone esperienze, informazioni, pensieri ed emozioni.

La comunicazione è un processo di scambio di informazioni e di influenzamento reciproco che avviene in un determinato contesto ed è lo strumento principale di relazione che l’uomo ha a disposizione per creare e mantenere l’interazione con i suoi simili.

La competenza comunicativa è quindi la capacità di un individuo di produrre e capire messaggi che lo pongono in interazione con gli altri. Questa capacità comprende non solo l’abilità linguistica e grammaticale di produrre e interpretare frasi, ma anche una serie di abilità sociali che consentono di saper adeguare il messaggio alla situazione specifica.

La comunicazione umana mette in gioco variabili complesse, in cui hanno forte peso il significato del messaggio, il tipo di codice usato e le caratteristiche soggettive degli interlocutori. Dal punto di vista psicologico, ciò che conta più del significato è la valutazione soggettiva che viene tratta da esso. 

Il principio della comunicazione di Bennis dimostra che esiste una distorsione del messaggio che desideriamo inviare perché, oltre a quello che intendiamo comunicare, si aggiunge ciò che non era nostra intenzione comunicare, per cui il messaggio percepito è diverso da quello inviato.

Questo avviene perché la comunicazione è costituita, oltre che dalla componente razionale, anche da quella emotiva ed è fortemente influenzata dalle personalità diverse che si mettono in relazione e dai meccanismi della percezione e di difesa che gli interlocutori mettono in campo.

Proviamo allora ad approfondire insieme la teoria dei “primi cinque minuti”, ovvero quella teoria che dimostra che il futuro di una nuova relazione è influenzato da quanto intenso ed efficace risulta l’impatto iniziale.

Questo è l’assunto: se si ottiene una impressione favorevole nei primi 5 minuti di una interazione, le relazioni future saranno orientate positivamente nel 50% dei casi; viceversa, se questi primi cinque minuti lasciano un’impressione sfavorevole, allora le relazioni future saranno improntate negativamente nel 90% dei casi.

Che cosa si conosce dell’altro in cinque minuti? 

L’aspetto esteriore, i gesti, la posizione che assume nello spazio, il tipo di vicinanza fisica che propone, il tono della voce ed altri aspetti, tutti trasmessi attraverso la comunicazione non verbale.

È comune a molte persone la consapevolezza che non sempre la comunicazione avviene in modo positivo e fruttuoso. Spesso capita, che al contrario di tutte le nostre aspettative, ciò che abbiamo trasmesso non corrisponda a ciò che avevamo in mente e ciò che è stato recepito dal nostro interlocutore non sia ciò che noi abbiamo trasmesso.

Sulla volontà di spiegare cosa avviene nei vari passaggi di un discorso, è molto esplicito l’esempio della “Cascata della comunicazione”:

Volendo esprimere il 100% di ciò che pensiamo, ne riusciamo ad esprimere solo il 70%, di cui solo il 40% viene ascoltato, solo il 20% compreso veramente e solo il 10% ricordato.

Una o più domande che potranno sembrare necessarie in questo momento sono: perché non riusciamo a comunicare ciò che vogliamo? È colpa nostra o del nostro interlocutore?

Il primo e più pericoloso degli errori che facciamo nel comunicare, si cela sotto l’espressione “diamo 

per scontato”. Ad esempio, diamo per scontato che gli altri siano uguali a noi, oppure diamo per scontato di essere i migliori comunicatori sulla faccia della terra e se l’altro non ci capisce è colpa sua! 

Ecco, queste e altre dinamiche automatiche ci bloccano, è come se mettessero un muro tra noi e l’altra persona. 

Dobbiamo sempre ricordare che la trattativa per instaurare una buona relazione interpersonale è condotta sempre in maniera extra-verbale, ai limiti della consapevolezza, su un canale parallelo a quello verbale.

Saper prestare ascolto ai messaggi non verbali significa far emergere un canale di comunicazione indispensabile per l’avvio di una più vera e autentica relazione.

Per comunicare efficacemente è utile pensare a chi ci si rivolge, in che contesto siamo, l’obiettivo che ci diamo e il linguaggio che usiamo. 

Quali fattori favoriscono la comunicazione?

  • Identità dei comunicanti
  • La relazione tra i comunicanti
  • Il contenuto
  • Il linguaggio
  • La congruenza tra verbale e non verbale
  • Il canale di trasmissione
  • La flessibilità delle strategie utilizzate

Facci sapere in direct cosa ne pensi!