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CONCLUDI L’AFFARE! L’ARTE DI NEGOZIARE…

Negli affari la contrattazione spietata non si usa ormai più, sostituita da forme di negoziazioni maggiormente concentrate sulla relazione, sulle soluzioni creative e sul gettare le basi per una cooperazione futura. 

La mindfulness contribuisce molto a rendere questo approccio più illuminato ed efficace.

La negoziazione può assumere forme diverse: dai professionisti che devono accordarsi per un contratto o per un trattato internazionale, a contrattazioni improvvisate tra amici, per esempio sulla vendita di un’auto.

L’obbiettivo della negoziazione deve comunque sempre essere quello di ottenere il massimo guadagno.

Si può parlare di negoziazione distributiva quando entrambe le parti si spostano verso un compromesso accettabile, facendo minime concessioni. Oppure di negoziazione integrativa quando si cerca di avere una visione più a lungo termine della relazione, mirando ad un solo risultato win-win (solo vincitori), in cui vengono soddisfatti gli interessi di entrambi, basando la trattativa su fiducia e rispetto reciproco.

La consapevolezza del qui&ora supporta lo stile della negoziazione integrativa.

La strategia di negoziazione più efficace è quella di essere pienamente consapevoli di sé al momento presente, concentrati su quanto l’altro ci sta dicendo, stando attenti a tutto ciò che accade. 

E’ probabile che le emozioni affiorino di tanto in tanto, quindi se nell’altro osserviamo determinati segnali (quali risata nervosa, sguardo sfuggente, distrazione…) si potrebbe anche dubitare di ciò che ci sta dicendo… Ma attenzione anche alle nostre emozioni, ai segnali inconsci che trasmettiamo.

E’ importante lasciar fluire le nostre emozioni, senza farci travolgere da esse.

Durante una negoziazione, osservare i pensieri, le emozioni o le sensazioni fisiche e scegliere di non dargli voce e non identificarti con loro, ti consente di muoverti con maggiore abilità e responsabilità.

Come avviene una negoziazione integrativa efficace, grazie alla mindfulness?

L’obbiettivo è quello di “ingrandire la torta”, non solo di dividerla, fornendo a tutti maggiori benefici.

Queste le caratteristiche essenziali della negoziazione integrativa e i benefici apportati dalla mindfulness:

  1. Cerca risultati innovativi ed equi: liberiamoci dai vecchi schemi di comportamento, aprendoci a nuovi modi di pensare;
  2. Tratta la situazione come un problema condiviso: attraverso la comprensione si incoraggia l’empatia tra le parti;
  3. Soddisfa le reali esigenze di entrambi: allargando la consapevolezza possiamo identificare con esattezza le esigenze di entrambi;
  4. Ci si basa sulla fiducia: incoraggiando un’attenzione disinteressata, creiamo un’atmosfera di fiducia;
  5. Usa la creatività: nutrendo l’intuizione si incoraggiano soluzioni creative.

Qual è il tuo stile di negoziazione?

Prova a capire in quale categoria ti trovi:

Mediatori consapevoli (focus ampio):

  1. GLI ACCOMODANTI: apprezzano la reciproca risoluzione dei problemi; intuitivamente più sensibili ai segnali trasmessi dalla persona che hanno di fronte;
  2. I COLLABORATIVI: gli piace affrontare problemi difficili e trovare soluzioni creative; consapevoli e molto comunicativi, tendono ad avere una conoscenza dettagliata dei fattori rilevanti.

Mediatori inconsapevoli (focus ristretto):

  1. GLI EVASIVI: non amano i conflitti e tendono a favorire la comunicazione indiretta (es. mail piuttosto che telefonata), spesso non nascondono l’ansia e faticano a chiarire i propri obbiettivi;
  2. I COMPETITIVI: godono della vittoria e spesso utilizzano approcci molto strategici per raggiungere i loro obbiettivi; tendono a non considerare le soluzioni win-win;
  3. I COMPROMISSORI: lavorando per concludere velocemente un accordo; spesso fanno concessioni perché manca la visione a medio/lungo termine.

Se pensi di appartenere alla categoria dei mediatori “inconsapevoli” prova ad applicare le regole sopra riportate per la negoziazione integrativa, così da giovare dei benefici apportati dalla mindfulness.

Raccontaci nei commenti o in direct che mediatore sei e qual è il tuo approccio alla negoziazione!

Ti aspettiamo!

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5 FRASI/ COMPORTAMENTI DA EVITARE IN UFFICIO

In tutti gli ambienti lavorativi esistono delle regole da rispettare, implicite o esplicite, comunque da tenere bene a mente per conservare un ambiente sano ed equilibrato ed evitare scontri o ammonimenti.

In alcuni casi vengono redatte vere e proprie liste di comportamento, soprattutto nelle aziende con tanti dipendenti, per facilitare il lavoro di tutti e far sì che vengano rispettate le principali linee guida di condotta.

A queste si aggiungono altre regole e comportamenti che risultano impliciti, ma con una valenza quasi più importante delle norme scritte, le regole del buon senso.

Quando si fa parte di un contesto lavorativo è corretto sentirsi a proprio agio, ma è necessario ricordarsi sempre che è necessario muoversi con rispetto e attenzione nei confronti di colleghi e responsabili.

Vorrei provare ad illustrarvi 5 frasi/comportamenti che è consigliabile evitare in ufficio.

  1. Nell’era del cambiamento in cui ci ritroviamo, in cui si viaggia a velocità elevate, in particolare grazie alla tecnologia, dire “Abbiamo sempre fatto così” vuol dire “adagiarsi” in una condizione che tenderà ben presto a stagnare: questo vuol dire prepararsi a fallire, ancor prima di iniziare.

E’ necessario essere aperti ai cambiamenti, che porteranno, nella maggior parte dei casi, a miglioramenti e sicuramente ad una crescita personale.

2. “NON è colpa mia!!” 

Non si devono scaricare le colpe sugli altri, a meno che non sia totalmente inevitabile. 

Essere responsabili e consapevoli del nostro ruolo, da un’immagine di noi sicura e determinante. Qualcosa è andato storto? Ammettiamolo. 

In caso contrario, forniamo una spiegazione imparziale e oggettiva dell’accaduto, attenendoci ai fatti. Non siamo infallibili, “errare humanum est”  (certo, se perseveriamo nell’errore è perché ci sta sfuggendo qualcosa….), ma se siamo umili e, in caso di necessità, chiediamo aiuto, tutto risulterà meno forzato e complicato. 

Questo atteggiamento, inoltre, creerà il giusto rapporto di fiducia con colleghi e responsabili.

3. “Non è previsto nelle mie mansioni” fa sembrare che tu sia disposto a fare solo il minimo indispensabile per percepire lo stipendio. Se pensi che ti sia stato richiesto un lavoro che non rientra nelle responsabilità della tua posizione, il consiglio è di portarlo a termine, comunque con entusiasmo (se appropriato a livello morale ed etico chiaramente!). 

In un secondo momento puoi rivedere la cosa con il tuo responsabile, magari per aggiornare la descrizione del tuo impiego e delle tue responsabilità. 

Così facendo mostrerai apertura e questo ti permetterà di crescere.

4. “E’ ingiusto!!” 

Credere che la vita debba essere sempre “giusta” mostra immaturità e ingenuità. 

Tutti sappiamo che le difficoltà sono dietro l’angolo, ma questo è anche il bello: ciò che mette un po’ di pepe alla quotidianità. Inoltre, non bisogna interpretare ciò che accade, quanto più investigare sulle cause alla radice della “ingiustizia/torto” che ci vediamo fatto.

5. “Odio questo lavoro!” Questa affermazione ti potrebbe far passare come persona negativa, non solo nella mansione ricoperta, ma anche per il gruppo. 

La tendenza del gruppo potrebbe essere quella di estraniare l’elemento negativo, che destabilizza. Attenzione quindi a non farmi mettere “da parte” solo per aver espresso, in modo non efficace, un tuo sentimento. Piuttosto fai emergere il tuo Sentire, la tua emozione negativa, cercando una soluzione con colleghi e responsabili. Ti mostrerai maturo e volenteroso.

Cosa ne pensi? Ti sei ritrovato in qualcuno di questi comportamenti? Se sì, saresti disposto a cambiare?

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IL POTERE DELLA MENTE POSITIVA

Siamo spesso inconsapevoli del potere che le nostre idee e i nostri pensieri possono avere sulla nostra vita.

Tuttavia, la nostra percezione della realtà viene plasmata dalla nostra interpretazione degli eventi, per cui tendiamo a vedere le difficoltà piuttosto che le opportunità. 

Una mentalità negativa e limitata può farci sentire impotenti e senza speranza, mentre un atteggiamento positivo e flessibile può farci sentire capaci di raggiungere qualsiasi obbiettivo.

Un atteggiamento positivo è la chiave per ottenere il massimo e ci aiuta ad immaginare, con ottimismo, il futuro.

Come assumere una mentalità positiva?

Il primo passo è la consapevolezza: essere consapevoli dei propri pensieri e delle proprie emozioni ci permette di avere la giusta percezione della realtà. 

Quindi, se riusciamo a focalizzarci sui pensieri positivi, tanto meglio per noi, perché vedere il lato positivo delle cose aiuta ad avere un atteggiamento, appunto, positivo, che ci permette di evitare distrazioni e di concentrarci sui problemi.

Poi, è necessario accrescere la nostra “sete di conoscenza” e la nostra curiosità. La conoscenza è potere e aiuta a mantenere la mente aperta e flessibile, per vedere le cose da prospettive diverse.

Successivamente, è utile apprezzare il supporto degli altri: avere persone positive e costruttive attorno a noi, che ci ispirano e motivano, influenza positivamente il nostro atteggiamento e la nostra mentalità.

Stessa cosa accade al contrario, se ci circondiamo di persone negative rischiamo influenze negative: facciamo attenzione!

La nostra cerchia di amici, famigliari e colleghi può avere un impatto significativo sulla nostra vita, sulle nostre decisioni e sul nostro futuro. 

Noi siamo la somma delle persone che ci stanno accanto!

Se siamo continuamente influenzati, in modo negativo, saranno influenzate anche le nostre decisioni e azioni; potremmo farci facilmente assalire dal pessimismo e dallo scoraggiamento e non è ciò che vogliamo.

Ci sono poche cose nella vita che possono fare tanto bene quanto ridere.

Una risata può farci sentire più felici e addirittura migliorare la salute fisica. Ma non si tratta solo di ridere in momenti di svago, ma avere un approccio ironico alla vita.

La risata può essere un ottimo antidoto allo stress: quando ridiamo il nostro corpo rilascia endorfine, che ci fanno sentire felici e rilassati, abbassando la tensione muscolare e la pressione sanguigna.

Inoltre, avere senso dell’umorismo può aiutare a vedere il lato divertente delle cose e permette di trovare il lato positivo, anche nelle situazioni difficili, mantenendo un’ottica proattiva.

Per avere le forze per affrontare, in modo positivo, la quotidianità è necessario dormire bene.

Il riposo è un elemento importante da tenere in considerazione per un benessere mentale e fisico a lungo termine. Ci permette di ripristinare l’energia, promuove la salute mentale, migliora la nostra produttività, aiuta a mantenerci in equilibrio tra i vari impegni del quotidiano e ci rende sereni e positivi.

Vivere una vita piena di significato e felicità è il tuo contributo positivo al mondo. 

Realizzazione personale e soddisfazione non sono l’obbiettivo finale, ma bensì parte del processo continuo di crescita personale, dove si va alla ricerca della felicità nelle piccole cose del quotidiano, essendo ottimisti e positivi riguardo al futuro.

Ogni sfida è un’opportunità per crescere e migliorare, quindi, continua il tuo percorso verso la vita che desideri, con atteggiamento positivo perché il futuro è luminoso e pieno di opportunità!

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LA TEORIA DEI “PRIMI 5 MINUTI” FUNZIONA?

“Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarla a tua nonna.”

Albert Einstein

Comunicare deriva dal termine latino “communis”, “communicare”, ossia mettere in comune tra due o più persone esperienze, informazioni, pensieri ed emozioni.

La comunicazione è un processo di scambio di informazioni e di influenzamento reciproco che avviene in un determinato contesto ed è lo strumento principale di relazione che l’uomo ha a disposizione per creare e mantenere l’interazione con i suoi simili.

La competenza comunicativa è quindi la capacità di un individuo di produrre e capire messaggi che lo pongono in interazione con gli altri. Questa capacità comprende non solo l’abilità linguistica e grammaticale di produrre e interpretare frasi, ma anche una serie di abilità sociali che consentono di saper adeguare il messaggio alla situazione specifica.

La comunicazione umana mette in gioco variabili complesse, in cui hanno forte peso il significato del messaggio, il tipo di codice usato e le caratteristiche soggettive degli interlocutori. Dal punto di vista psicologico, ciò che conta più del significato è la valutazione soggettiva che viene tratta da esso. 

Il principio della comunicazione di Bennis dimostra che esiste una distorsione del messaggio che desideriamo inviare perché, oltre a quello che intendiamo comunicare, si aggiunge ciò che non era nostra intenzione comunicare, per cui il messaggio percepito è diverso da quello inviato.

Questo avviene perché la comunicazione è costituita, oltre che dalla componente razionale, anche da quella emotiva ed è fortemente influenzata dalle personalità diverse che si mettono in relazione e dai meccanismi della percezione e di difesa che gli interlocutori mettono in campo.

Proviamo allora ad approfondire insieme la teoria dei “primi cinque minuti”, ovvero quella teoria che dimostra che il futuro di una nuova relazione è influenzato da quanto intenso ed efficace risulta l’impatto iniziale.

Questo è l’assunto: se si ottiene una impressione favorevole nei primi 5 minuti di una interazione, le relazioni future saranno orientate positivamente nel 50% dei casi; viceversa, se questi primi cinque minuti lasciano un’impressione sfavorevole, allora le relazioni future saranno improntate negativamente nel 90% dei casi.

Che cosa si conosce dell’altro in cinque minuti? 

L’aspetto esteriore, i gesti, la posizione che assume nello spazio, il tipo di vicinanza fisica che propone, il tono della voce ed altri aspetti, tutti trasmessi attraverso la comunicazione non verbale.

È comune a molte persone la consapevolezza che non sempre la comunicazione avviene in modo positivo e fruttuoso. Spesso capita, che al contrario di tutte le nostre aspettative, ciò che abbiamo trasmesso non corrisponda a ciò che avevamo in mente e ciò che è stato recepito dal nostro interlocutore non sia ciò che noi abbiamo trasmesso.

Sulla volontà di spiegare cosa avviene nei vari passaggi di un discorso, è molto esplicito l’esempio della “Cascata della comunicazione”:

Volendo esprimere il 100% di ciò che pensiamo, ne riusciamo ad esprimere solo il 70%, di cui solo il 40% viene ascoltato, solo il 20% compreso veramente e solo il 10% ricordato.

Una o più domande che potranno sembrare necessarie in questo momento sono: perché non riusciamo a comunicare ciò che vogliamo? È colpa nostra o del nostro interlocutore?

Il primo e più pericoloso degli errori che facciamo nel comunicare, si cela sotto l’espressione “diamo 

per scontato”. Ad esempio, diamo per scontato che gli altri siano uguali a noi, oppure diamo per scontato di essere i migliori comunicatori sulla faccia della terra e se l’altro non ci capisce è colpa sua! 

Ecco, queste e altre dinamiche automatiche ci bloccano, è come se mettessero un muro tra noi e l’altra persona. 

Dobbiamo sempre ricordare che la trattativa per instaurare una buona relazione interpersonale è condotta sempre in maniera extra-verbale, ai limiti della consapevolezza, su un canale parallelo a quello verbale.

Saper prestare ascolto ai messaggi non verbali significa far emergere un canale di comunicazione indispensabile per l’avvio di una più vera e autentica relazione.

Per comunicare efficacemente è utile pensare a chi ci si rivolge, in che contesto siamo, l’obiettivo che ci diamo e il linguaggio che usiamo. 

Quali fattori favoriscono la comunicazione?

  • Identità dei comunicanti
  • La relazione tra i comunicanti
  • Il contenuto
  • Il linguaggio
  • La congruenza tra verbale e non verbale
  • Il canale di trasmissione
  • La flessibilità delle strategie utilizzate

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